E’ possibile sviluppare insieme la vostra etichetta per poter contraddistinguere e personalizzare al meglio il vostro olio. Insieme a tecnici specializzati si potrà disegnare e produrre insieme la vostra etichetta. Scegliendo così i materiali, la parte grafica e tutta la fase di lavorazione

L’etichetta dell’olio extravergine d’oliva svolge la funzione di vera e propria bussola per il consumatore al momento dell’acquisto, perchè contiene tutte le informazioni necessarie sulla qualità sostanziale del prodotto.

Etichetta e rintracciabilità rappresentano, al giorno d’oggi, un binomio imprescindibile e vincente per conquistare la fiducia del consumatore; il cliente, infatti, impaurito dai recenti scandali, esige sempre più la predisposizione di etichette che garantiscano la massima trasparenza e rintracciabilità dei prodotti alimentari.

L’etichettatura, in altre parole, è l’insieme delle mansioni: disegni, marchi, immagini, simboli etc., che descrivono il prodotto alimentare, pertanto rappresenta una guida che il consumatore avveduto legge attentamente.

La regolamentazione inerente le etichette dei prodotti alimentari e' variegata.

Il principale testo nazionale di riferimento e' il d.lgs.109/92 piu' volte modificato, in particolar modo dal d.lgs.181/2003 e dal d.lgs. 114/2006 che hanno via via recepito Direttive della Comunita' Europea in materia. Esso si occupa dell'etichettatura, presentazione e pubblicita' dei prodotti alimentari, sia preconfezionati che sfusi.

 A livello europeo è fondamentale il Regolamento UE 1169/2011 che ha riordinato la normativa europea relativa alle informazioni minime obbligatorie che devono esser date al consumatore. Tale regolamento si applica dal 13/12/2014 per i prodotti nuovi, stante il fatto che i prodotti già in commercio a tale data etichettati secondo le vecchie regole (in parte comunque rimaste in piedi e solo riorganizzate) possono essere venduti fino ad esaurimento scorte.

Per quanto riguarda le indicazioni nutrizionali vigono le nuove disposizioni del Regolamento UE 1169/2011 e quelle del Regolamento (CE) 1924/2006.

In merito all’etichettatura, il D.Lgs. dispone che i prodotti alimentari preconfezionati, destinati al consumatore devono avere informazioni obbligatorie che appariranno in etichetta e/o sugli imballaggi. Queste devono essere chiare, stampate in modo leggibile, non nascoste e non devono:

- indurre in errore l'acquirente sulle caratteristiche del prodotto alimentare e precisamente sulla natura, sulla identita', sulla qualita', sulla composizione, sulla quantita', sulla conservazione, sull'origine o la provenienza, sul modo di fabbricazione o di ottenimento del prodotto stesso;

- attribuire al prodotto alimentare effetti o proprieta' che non possiede;

- suggerire che il prodotto alimentare possiede caratteristiche particolari, quando tutti gli alimenti o prodotti alimentari analoghi possiedono caratteristiche identiche, in particolar modo evidenziando la presenza o l'assenza di determinati ingredienti e/o sostanze nutritive;

- attribuire al prodotto alimentare proprieta' atte a prevenire, curare o guarire una malattia umana ne' accennare a tali proprieta' (sono salve le deroghe comunitarie relative alle acque minerali ed ai prodotti alimentari destinati ad un'alimentazione particolare).

Le etichette dovranno riportare le seguenti indicazioni:

-  denominazione di vendita

si tratta di un nome di uso comune che da una rapida descrizione del prodotto, esso è generalmente previsto da apposite leggi che disciplinano la vendita di quel tipo di alimento, oppure in assenza di un’apposita normativa, si ricorre a un nome consacrato dagli usi e dalle consuetudini.

Nel caso in esame dell’olio d’oliva, il Reg. dispone che l’etichetta deve riportare le denominazioni di vendita in conformità all’art. 35 del Reg. n. 136/66/CEE; esistono le seguenti tipologie di prodotto: olio extra vergine di oliva, olio vergine di oliva, olio di oliva e olio di sansa di oliva.

Inoltre, lo stesso Regolamento precisa che dal 1 novembre 2003 si deve indicare in etichetta alcune informazioni sulla categoria dell’olio:

a) per l’olio extra-vergine di oliva, segue “olio di oliva di categoria superiore ottenuto direttamente dalle olive e unicamente mediante procedimenti meccanici”;

b) per l’olio vergine d’oliva, segue “olio d’oliva ottenuto direttamente dalle olive e unicamente mediante procedimenti meccanici”;

c) per le altre categorie si rimanda al Regolamento CE.

 l’elenco degli ingredienti

l’art. 7 del D.Lgs. dispone che l’indicazione degli ingredienti non è richiesta nei prodotti costituiti da un solo ingrediente, ed è il caso dell’olio di oliva;

-   la quantità netta

il decreto dispone che la quantità per i prodotti liquidi alimentari preconfezionati deve essere espressa in unità di volume, utilizzando il litro (l o L), il centilitro (cl) o il millilitro (ml), inoltre prevede per gli oli commestibili fino a 10 litri devono essere confezionati esclusivamente nelle seguenti quantità nominali espresse in litri: 0,10-0,25-0,50-0,75-1,00-2,00-3,00-5,00-10,00 in recipienti ermeticamente chiusi.

Queste disposizioni sono state integrate e sostituite in parte, relativamente all’olio d’oliva, dal Reg. 1019/1992 che prevede capacità massima dei recipienti fino a 5 litri (fino a 25 litri per oli destinati alla collettività secondo il D.M. 14/11/2003);

-    termine minimo di conservazione

tale termine è la data fino alla quale il prodotto alimentare conserva le sue proprietà specifiche in adeguate condizioni di conservazione; per l’olio d’oliva tali proprietà coincidono con le caratteristiche fisiche, chimiche ed organolettiche. In etichetta sarà indicato “da consumarsi preferibilmente entro” seguito dalla data in formato giorno, mese ed anno che per gli oli d’oliva è dopo 12-18 mesi dall’imbottigliamento; Alla data del termine minimo di conservazione può essere affiancato il numero di riconoscimento di Lotto. Il decreto prevede che per lotto si intende un insieme di unità di vendita di una derrata alimentare, che per l’olio coincide con bottiglie o lattine, prodotte, fabbricate o confezionate in circostanze praticamente identiche; il lotto è identificabile da un numero seguito dalla lettera “L”, e può essere utile per individuare partite di prodotti non conformi sul mercato, da ritirare; (non è richiesto quando il termine minimo di conservazione o la data di scadenza figurano con la mensione almeno del giorno e del mese).

-    Modalita di conservazione

qualora sia necessario adottare particolari accorgimenti per garantire la conservazione del prodotto stesso, le indicazioni sono completate dalla enunciazione delle condizioni di conservazione, che nel caso di olio d’oliva la dicitura sarà “Conservare al riparo dalla luce e lontano dalle fonti di calore”;

-   nome o ragione sociale

Nome o ragione sociale e sede del produttore o confezionatore o di un venditore stabilito nella CEE, e la sede dello stabilimento di produzione o confezionamento  va sempre indicata; può essere omessa solo in caso essa coincida con la sede del produttore o confezionatore o venditore;

-   L'indicazione della sede dello stabilimento di fabbricazione o di confezionamento  (questa può essere omessa quando lo stabilimento è ubicato nello stesso luogo della sede gia' indicata in etichetta; per i prodotti preconfezionati provenienti da altri Paesi per la vendita tal quali in Italia; nel caso in cui l'impresa disponga di piu' stabilimenti e' consentito indicare sull'etichetta tutti gli stabilimenti purche' quello effettivo venga evidenziato mediante punzonatura o altro segno.

 -    simboli a carattere ambientale

sono quelli che invitano il consumatore a non disperdere i contenitori o imballaggi dopo l’uso nell’ambiente, (art. 3 del D.M. 28/06/89). Possono essere utilizzati testi, simboli e pittogrammi;

-    luogo di origine o provenienza

tale indicazione è tra quelle obbligatorie, infatti, il Reg. afferma che la designazione di origine deve figurare sull’imballaggio o sull’etichetta.

-     In caso di vendita a distanza

Viene preso in specifica considerazione il caso di vendita a distanza (via internet, per telefono, etc.) di alimenti o prodotti alimentari, con la precisazione dell'obbligo per il venditore di fornire le informazioni obbligatorie prima della conclusione dell'acquisto o tramite pubblicazione sul supporto di vendita a distanza (sito) o tramite trasmissione con mezzi adeguati e senza costi supplementari.

Fa eccezione l'informazione sul termine minimo di conservazione (o scadenza), che comunque deve essere fornita al momento della consegna del prodotto.

Att! Quanto sopra non riguarda gli alimenti venduti con distributori automatici o in locali di vendita automatizzati.

-     Obbligo di tenuta registri carico e scarico con annessa registrazione al SIAN

 -    altre indicazioni facoltative

e/o obbligatorie imposte da altre normative, tra queste ricordiamo:

a) i simboli metrologici, come la lettera minuscola “e” che costituisce il marchio CE per gli imballaggi preconfezionati corrispondenti alla Direttiva n. 106/75;

b) i materiali utilizzati per i contenitori dei liquidi, i contenitori per olio d’oliva devono essere contrassegnati da un esagono regolare o cerchio, all’interno del quale deve essere riportata una abbreviazione corrispondente al materiale utilizzato per la fabbricazione (CA carta, AL alluminio, ecc.);

c) indicazioni facoltative del Reg. 1019/2002 soggette ad obblighi, tra queste “prima spremitura a freddo” per oli vergini ed extra-vergini ottenuti a meno di 27 °C con sistemi di estrazione tradizionale (presse idrauliche), oppure “estratto a freddo” per oli dello stesso genere ottenuti a meno di 27 °C con sistemi di estrazione per centrifugazione della pasta d’olive, poi le indicazioni organolettiche solo se basate su metodi d’analisi previsti dal Reg. CEE n. 2568/91, poi l’indicazione dell’acidità solo se è indicato anche il tenore delle cere, l’indice dei perossidi e l’assorbimento all’ultravioletto, e poi ancora i valori nutrizionali, obbligatori qualora sia indicata in etichetta almeno un’informazione nutrizionale.

d) indicazioni ecologiche

e) Dichiarazione nutrizionale

Riguarda il valore energetico dell'alimento (calorie) e la quantità di nutrienti presenti da indicare in grammi rispetto a 100 grammi o millilitri di prodotto (proteine, carboidrati, zuccheri, grassi e acidi grassi, sale). La presenza di queste informazioni non è una novità e nulla cambia nemmeno rispetto al fatto che sono obbligatorie solo quando l'etichetta di un alimento o la sua pubblicità affermano o suggeriscono che lo stesso ha proprietà nutrizionali benefiche, tipo “povero di grassi”, “senza zuccheri aggiunti”, “ricco di fibre”, etc. Sono invece sempre facoltative le informazioni sui componenti (amido, polioli, acidi grassi monoinsaturi e polinsaturi) nonchè sulle fibre, le vitamine e sali minerali.

L'adozione obbligatoria delle informazioni nutrizionali scatterà 13/12/2016. Fino ad allora, comunque, che vengano fornite perché obbligatorie (nei casi suddetti) o per scelta del produttore, la loro esposizione deve essere chiara, in uno stesso campo visivo, e se possibile secondo la tabella tipo prevista dal regolamento.

Dal 13/12/2014 le informazioni sui nutrienti devono essere riportate su una dichiarazione nutrizionale che rimane comunque facoltativa (a parte i casi di cui sopra) fino al 13/12/2016, data a partire dalla quale diventa obbligatoria in tutti i casi.

I prodotti alimentari immessi sul mercato prima dell'entrata in vigore delle nuove regole possono comunque essere commercializzati fino ad esaurimento scorte.

I valori che devono esser presenti nella dichiarazione nutrizionale riguardano le calorie (valore energetico in Kcal o KJ) e le quantita' di nutrienti dell'alimento in grammi (nell'ordine, normalmente: proteine, carboidrati, zuccheri, grassi, acidi grassi saturi, sale). Per quanto riguarda il sale può essere specificato se la sua presenza e' dovuta esclusivamente al sodio naturalmente presente.

Sono facoltative le indicazioni su amido, polioli (carboidrati idrogenati usati come dolcificanti in sostituzione allo zucchero), acidi grassi monoinsaturi e polinsaturi, fibre, vitamine e sali minerali (espresse in percentuale della razione giornaliera raccomandata).

 

I valori devono essere riferiti a 100g o 100 ml di prodotto oppure possono essere espressi per razione o per porzione (se e' indicato in confezione il numero di porzioni). Nel caso in cui vengano dichiarati gli zuccheri, i polialcoli o l'amido, essi devono essere quantificati subito dopo i carboidrati (esempio: carboirdrati gr. X di cui zuccheri, gr. Y, polioli gr. Z, amido gr. W). Stessa cosa per gli acidi grassi, che vanno indicati rispetto ai grassi totali (esempio: grassi gr. X di cui saturi, monoinstaturi, etc.).

Note:

- per i prodotti freschi (non confezionati o confezionati ) le informazioni nutrizionali minime sono il valore energetico e i grassi, gli acidi grassi saturi, lo zucchero, il sale.

- se il valore energetico o la quantità di sostanze nutritive sia trascurabile, le informazioni relative a questi elementi possono essere sostituite da una dicitura del tipo: “contiene quantità trascurabili di......” e sono riportate immediatamente accanto alla dichiarazione nutrizinale.

- anche dopo il 13/12/2016 la dichiarazione nutrizionale non sarà obbligatoria per gli alimenti elencati all'allegato V del Regolamento 1169/2011 e per le bevande aventi un contenuto alcolico superiore a 1,2% in volume.

- in molte etichette sono arrivate le indicazioni nutrizionali riferite alle GDA, dall'inglese Giudeline Daily Amounts, ovvero le quantita' giornaliere indicative di energia (calorie) e nutrienti adeguati ad una alimentazione equilibrata. Per ogni nutriente (proteine, carboidrati, etc.) viene indicata la percentuale contenuta in una porzione del prodotto calcolata rispetto alla quantita' giornaliera indicativa ritenuta adeguata per un alimentazione equilibrata. Viene a tal scopo presa in considerazione la dieta di un adulto con apporto complessivo di 2000 Kcal.

f) indicazioni su caratterictiche organolettiche (solo se basate su analisi secondo il CEE 2568/1991)

Altra indicazione fondamentale per il consumatore:

E’ il prezzo! infatti qualora ci si trovi di fronte ad un olio extravergine con un prezzo unitario molto al di sotto della media di mercato, bisogna sempre diffidare.


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