La Sabina è stata abitata fin dalla preistoria, lo attestano resti di insediamenti umani ed attrezzi in selce, databili al Paleolitico (60.000-30.000 a.c.) trovati in tutta la zona. Nei periodi successivi sono poche le testimonianze di presenza umana, fino al 3.000 a.C., epoca alla quale sono attribuibili i resti dell'antica città di Eretum, vicino all'odierna Montelibretti.

I Sabini, giunti dalla costa Adriatica, arrivarono nella zona intorno all X -IX secolo a.C., fondando alcune città: Reate, Trebula Mutuescae, Cures Sabini e Regillum (l’antica Moricone). Grazie alla sua posizione strategica vicino al fiume Tevere e la Salaria, Cures (nei pressi dell'odierno paese di Talocci) diventò ricca, arrivando ad occupare ben trenta ettari. Inoltre controllava gran parte delle terre intorno, che fornivano prodotti agricoli. Dopo la sconfitta dei Sabini nel 290 a.C., Cures venne gradualmente assorbita dallo Stato romano. I Sabini, furono in perenne guerra con Roma. Essi confinavano ad ovest con gli Etruschi, a sud con i Latini, a nord con gli Umbri ed a sud con il Sannio. Il suo territorio, nel Medioevo, fu aggregato in parte al Ducato di Spoleto, in parte al Ducato Romano (l'odierna Sabina romana).

Il suo declino definitivo avvenne nel 174 a.C. a causa di un forte terremoto. Dopo, gli abitanti, puntarono alla riorganizzazione del territorio e dell'agricoltura, proprio per la necessità di incrementare le rese usando nuovi sistemi produttivi. Segno di questi cambiamenti sono le numerose ville romane sorte nella Sabina intorno al II secolo a.C., ad esempio "i Casoni", una villa romana attribuita a Varrone, vicino all'odierno Poggio Mirteto. Vennero chiamate villae rusticae, la loro produzione fu orientata verso il mercato romano, facilmente raggiungibile sfruttando il Tevere ed era costituita nella maggior parte dalla vinicoltura, dall'olivicoltura e da qualche allevamento, (incluso quello dei tordi) molto apprezzato dal mercato romano

In seguito la popolazione abbandonò i vecchi centri ubicati a fondovalle, per costruire nuovi insediamenti facilmente difensibili, in cima alle colline. Questo processo, chiamato "incastellamento", ebbe inizio nella Sabina intorno al VIII secolo e rappresentò anche la concentrazione del potere in piccoli feudi, a loro volta vassali di signori più potenti. Il castello medioevale fu il simbolo di questo potere basato soprattutto sulla forza militare. Quasi tutti i centri della Sabina vengono fondati nel IX-XI sec. d.C e molti di loro furono vassali dell'Abbazia durante questo periodo. La popolazione viveva dentro le mura, usciva di giorno soltanto per lavorare nei campi.

Le popolazioni cominciarono poi a lasciare i vecchi centri per spostarsi nelle campagne, dove costruirono case sparse nel territorio. Questo processo avvenne soprattutto nella bassa Sabina dove la fertilità della terra permetteva l'introduzione della cosidetta "mezzadria", sistema nel quale i contadini cedevano metà del raccolto al proprietario in cambio dell'uso del casale e della terra.

Con la nascita dello Stato della Chiesa, fu per un periodo governata direttamente dal pontefice, in seguito affidata a famiglie nobiliari, che istituirono diverse divisioni territoriali, fra le quali la Contea di Sabina e il patrimonium Sabinese. La provincia pontificia della Sabina risale ufficialmente al 1605, con sede dei rettori a Collevecchio, durante il pontificato di Paolo V (1605-1621), che riprese il controllo diretto sul suddetto territorio.

Strabone, scrivendo nel primo secolo a.c., descrive il paesaggio della Sabina composto di oliveti, vigneti e boschi di querce. E' incredibile quanto questo sia ancora vero nel paesaggio odierno della Sabina. Il paesaggio e stato fortemente influenzato, persino creato, dall' attività degli esseri umani, ma è stato un processo durato secoli, durante il quale le pratiche agricole sono rimaste pressoché quelle di sempre, raggiungendo un equilibrio naturale. Questo può essere spiegato dalla topografia collinosa della zona, che rende l'agricoltura intensiva impraticabile, mentre favorisce la produzione dell'olio d'oliva.

La geografia ha avuto un influenza profonda sullo sviluppo e la storia della zona. Il numero e la densità degli insediamenti medioevali mostrano che la zona era ben popolata, in un periodo in cui in generale la popolazione in Europa era in declino. Ci sono varie ragioni per questo. Il fattore più importante per scegliere il sito di un insediamento medioevale era la difesa e la Sabina era piena di siti ideali, su speroni o picchi delle colline, per la costruzione di borghi murati, facilmente difendibili. Infatti, guardando i nomi dei paesi locali si vede che le parole 'monte' e 'poggio' compaiano spesso. Un' altra ragione era il clima, le colline della Sabina sono esposte al sud e riparate dal vento di tramontana dalle montagne alle spalle, così la zona è più calda rispetto ad altre più al interno della penisola. Questi fattori, uniti all'abbondanza di acqua, rendevano l'agricoltura più facile e redditizia, contribuivano alla prosperità della zona e permettevano di mantenere una popolazione alta. Anche i boschi erano parte importante dell'economia locale. Il clima influenzava anche la scelta dei siti più alti per gli insediamenti, cosi evitavano le nebbie che si formano a fondovalle durante l'inverno, e rimanevano freschi e ben ventilati d'estate. Infatti a fondovalle è raro trovare costruzioni vecchie più di un secolo. La zona chiamata Sabina si estende a circa 40 chilometri nord-est di Roma, dalla riva del Tevere verso i monti Sabini, che fanno parte della catena degli Appennini. Il paesaggio è fatto di colline coperte di olive, che salgono verso montagne più ripide, con boschi estesi di querce e faggi. Dappertutto vi sono piccoli borghi medioevali, castelli e monasteri. E' un paesaggio rimasto sostanzialmente immutato nel tempo e poco toccato dallo sviluppo edile moderno.    

Ai nostri giorni il 66% della Regione Sabina fa parte dell'odierna provincia di Rieti (Poggio Mirteto, Magliano Sabina, Casperia, Montopoli di Sabina, Torri in Sabina, Cantalupo in Sabina, Montebuono, Forano, Poggio Catino, Montasola, Stimigliano, Castelnuovo di Farfa, Fara in Sabina, Roccantica, Mompeo, Salisano, Cottanello, Configni, Vacone, Tarano, Collevecchio, Toffia, Poggio Nativo, ecc.), una parte della restante Sabina si trova in provincia di Roma (Montorio Romano, Montelibretti, Moricone, Palombara Sabina, Monterotondo, Mentana,Monteflavio, Nerola), la cosiddetta Sabina romana, un'altra si trova in Umbria (territori di Narni, Amelia, Cascia, Norcia, una parte dell'altaValnerina, ecc.) ed una terza parte in Abruzzo (Valle dell'Aterno fino all'Aquila). Il territorio antico oggi è diviso in tre Regioni e cinque Province. Attualmente il termine è usato impropriamente per connotare l'intera provincia di Rieti, mutuando l'uso storico più proprio per cui Sabina era il nome usato per indicare un territorio dello Stato Pontificio dai confini piuttosto variabili, estesa da Rieti e Valle del Turano fino al Tevere (ancora oggi esiste la diocesi di Sabina-Poggio Mirteto), escludendo le valli del Velino e quella del Salto.Oggi le priorità della gente stanno cambiando e questa tendenza si sta capovolgendo. Non esistono strade percorribili ad alta velocità nella zona e negli anni recenti questo ha contribuito alla spopolazione dei paesi di alta quota: moltissimi hanno una popolazione di solo due o tre cento persone. Molte persone invece si sono trasferite nei fondovalli e nelle parti più basse della zona per essere più vicini ai collegamenti stradali e ferroviari, incluse persone che vanno a lavorare a Roma, ed è qui che è stato concentrato lo sviluppo edile moderno lasciando intatti, seppure vuoti, i vecchi centri storici. E’ da augurare che uno sviluppo turistico responsabile, l'importanza sempre maggiore delle telecomunicazioni e la fierezza e determinazione dei loro abitanti, possa salvare questi paesi più remoti dall'abbandono totale nel futuro.

 

Di seguito una menzione dei luoghi più caratteristici della Sabina:

 

Percorso Romanico

S. Maria della Lode (Vescovio); S. Maria Assunta (Tarano); S. Pietro ai Muricento (Montebuono); S. Maria Assunta (Fianello); S. Francesco (Calvi dell’Umbria); Chiesa Vecchia di piazza Panne (Moricone).

Chiese ed Abbazie

Abbazia di Farfa; grotta di S. Michele (Monte Tancia); le chiese di Poggio Mirteto; la Chiesa della natività di Maria Santissima (Mompeo); Chiesa di S. Maria in Legarano (Casperia); Abbazia di San Salvatore (Concerviano); Chiesa di S. Benedetto (Montebuono); Chiesa di S. Maria della Noce (Tarano); Chiesa della S.S. Annunziata (Poggio Nativo); convento frati Passionisti (Moricone).

Castelli e Palazzi

Palazzo baronale Orsini – Naro (Mompeo); palazzo Camuccini (Cantalupo in Sabina); Castello (Poggio Catino); castello Borghese – Savelli (Moricone); rovine del castello di Roccabaldesca (Salisano); Castello Orsini (Nerola).

Siti archeologici

Litinerario Oraziano (Vacone); la villa romana dei Casoni (Montopoli in Sabina); la città Sabina di ‘Forum Novum’ (Vescovio); la villa Romana (Cottanello); siti archeologici di età Romana (Mompeo).

Musei

Museo civico archeologico (Magliano Sabino); museo dell’olio d’oliva (Castel Nuovo di Farfa); museo civico (Fara Sabina); museo civico archeologico ‘Trebula Mutuesca’; museo permanente di arte contemporanea (Turania).

Aree Naturali

Parco Regionale naturale dei Monti Lucretili.


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